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Page history last edited by Domenico Fiormonte 2 years, 7 months ago

Scemo chi legge

 

 

Viviamo circondati da schermi e siamo sempre più bravi a manipolare foto e video.

La lingua scritta è superata? L’alfabeto del futuro sono le immagini.

Dovunque ci giriamo vediamo schermi: è possibile vedere un trailer di un film mentre si fa benzina.

Oppure è possibile vedere un intero film sullo schienale di una poltrona d’aereo. 

Vediamo cose ovunque.

 

Spuntano schermi nei posti più impensati: agli sportelli bancomat, alle casse dei supermercati, sui cellulari. Grazie all’onnipresenza degli schermi gli strumenti per il montaggio digitale hanno formato una nuova generazione di registi, di persone in grado di riempire rapidamente quegli schermi. Kevin Kelly, esperto di cultura digitale e figura di spicco di Wired, ha enunciato questa frase in un articolo apparso su "The New York Magazine":  

"Stiamo andando verso l’ubiquità delle immagini".

 

La tecnologia, quando introduce un cambiamento importante, condiziona la cultura. Una volta, non molto tempo fa, la cultura girava intorno alla parola parlata. La capacità di memorizzazione, narrazione e declamazione, tipiche dell’oralità, incutevano rispetto per il passato e per tutto quello che era ambiguo, elaborato e soggettivo. Cinquecento anni fa, l’oralità fu spodestata dalla tecnologia. La macchina da stampa a caratteri mobili di Gutenberg mise al centro della cultura la lingua scritta. I testi scritti, disponibili in molteplici copie, diventarono il motore del cambiamento e le basi della stabilità. Dalla stampa nacquero il giornalismo, la scienza e la matematica, le biblioteche e le leggi.

Lo strumento di visualizzazione e di diffusione che chiamiamo stampa, infuse nelle società il rispetto per la precisione (dell’inchiostro nero su carta bianca), la predilezione per la logica lineare (nelle frasi) e il rispetto per l’autorità (gli autori). 

Un nuovo strumento di diffusione e visualizzazione sta sostituendo il libro e catapultando le immagini, soprattutto quelle in movimento, al centro della cultura. Stiamo diventando il popolo degli schermi.

 

I simboli mobili e fugaci che compaiono sugli schermi ci costringono ad allontanarci dai concetti classici come quello di autore e di autorità.

Ormai siamo nel pieno di una seconda rivoluzione di Gutenberg: stiamo passando dalle parole che scorrono sulla pagina alle immagini che scorrono sullo schermo, dalla scrittura alla visualità

 

Dal Calamaio a Photoshop

Passando da Gutenberg fino a Youtube

 

La supremazia del libro sarebbe finita da tempo se non fosse stato per l’asimmetria che tutti i mezzi di comunicazione implicano: è più facile leggere un libro che scriverlo, ascoltare una canzone che comporla…

 

Oggi, invece, i nuovi strumenti per la gestione dell’immagine, economici e accessibili a tutti,  stanno rapidamente riducendo l’impegno necessario per creare immagini in movimento.

Nel settembre 2008, su You Tube sono stati visitati oltre 10 miliardi di video. I più popolari hanno avuto lo stesso numero di spettatori che può avere un film di grande successo.  

E se poi ci simette anche l'arte... o meglio l'artista Arthur Duff...

http://www.youtube.com/watch?v=8lpobIvkIuk

 

 

 

NOTA: Questo Wiki è stato realizzato da Leonarda Sabino per la prova finale dell’insegnamento "Forme e generi della testualità digitale" tenuto dal Prof. Domenico Fiormonte. Università degli studi Roma Tre, Corso di Laurea Magistrale in Informazione Editoria e Giornalismo, Anno accademico 2008\2009.

 

 

 

 



 

Indice Generale 

 



 

Bibliografia:

 

Gensini Stefano (2003), Elementi di Semiotica, Roma, Carocci Editore.

Berruto Gaetano (1997), Corso elementare di linguistica generale, Torino, Utet libreria. 

Adorno Pietro e Mastrangelo Adriana (2002), Dell'arte e degli artisti, Messina Firenze, Casa Editrice G.D' Anna, (3 volume).

Baglini Lapo (2005), La cultura visuale; la rilevanza dell'immagine, Firenze: PsicoLAB. Visionato il 23/05/2009 su http://www.psicolab.net/

 

 



 

Dal web:

 

Wiki realizzato da Andrea Patassini http://mutamenti.pbworks.com/

 

Multimedialità,comunicazione ed apprendimento: una rivisitazione dei rapporti tra parola, immagine ed azione Multimedialita imm parole.pdf

 

 

Comments (2)

Domenico Fiormonte said

at 11:42 pm on Jun 4, 2009

Cara Leonarda, ho fatto un po' di editing della home e creato l'indice nella Sidebar (spero ti piaccia). Questa premessa mi piace molto: lo stile narrativo in questo contesto è particolarmente efficace. E il tuo stile è brillante. Sulla tesi della "primazia" delle parole e soprattutto sul contrasto parola-immagine ci sarebbe tuttavia molto da obiettare. In realtà le immagini, almeno fin dal Medioevo, hanno sempre avuto un ruolo centrale nella formazione dell'individuo. Anche perché la stragrande maggioranza della popolazione era analfabeta. Pensa poi a quanto "visivo" fosse il codice manoscritto... E si potrebbe continuare. Per il momento mi fermo qui, permettendomi solo una breve citazione dal libro di Martin Kemp (Immagine e verità, Il Saggiatore, Milano, 1999):
"
" (...) fu grazie alla conoscenza della prospettiva e della teoria delle ombre, cioe' per essersi formato nella cultura pittorica del Rinascimento italiano che Galileo pote' leggere come "scabra e diseguale" la superficie della luna dall'osservazione telescopica. Thomas Harriot, che aveva puntato il cannocchiale al satellite nel 1609 precedendo Galileo di qualche mese, ci ha lasciato uno schizzo in cui il terminatore (...) viene descritto correttamente come un arco frastagliato. Essendo tuttavia cresciuto in una tradizione figurativa di matrice tardomedioevale come quella inglese, Harriot non fu in grado di cogliere l'incompatibilita' di tale raffigurazione con la supposta omogenea sfericita' della Luna, da cui risulterebbe una curva perfetta."

Domenico Fiormonte said

at 11:43 pm on Jun 4, 2009

Ah, dimenticavo! Ricorda di fare una pagina a parte per la webliografia.

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